Rivoluzione tecnologica ed evoluzione umana

di Fulvio De Vita

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Agni, dio del fuoco

Non c’è dubbio che la tecnologia abbia acquisito una grandissima importanza nella vita di ognuno di noi e non c’è dubbio che i progressi tecnologici dell’era moderna stiano offrendo grandi possibilità allo sviluppo materiale dell’essere umano. “L’invasione” della tecnologia di questi ultimi decenni, ha contribuito, almeno per la parte di umanità che vive in Occidente, a migliorare notevolmente la qualità della vita, facilitando, o addirittura annullando, la maggior parte delle grandi fatiche cui l’uomo è sempre stato sottoposto.

È sufficiente pensare all’aumento della velocità negli spostamenti fisici da un luogo all’altro, alle biotecnologie nel campo dell’agricoltura, ai progressi nella medicina che permettono un ampliamento delle prospettive individuali di futuro, fino ad arrivare allo sviluppo delle tecnologie della comunicazione e a quello delle biotecnologie applicate al corpo umano, a quella informatica ed energetica.

 Tutto questo significa che l’umanità, oggi, oltre ad avere la possibilità di affrancarsi da una grande quantità di attività pesanti e ripetitive, liberando energia per nuovi e più interessanti compiti, ha la possibilità di uscire dal determinismo naturale delle necessità strettamente fisiche per potersi dedicare alla crescita dello spirito umano e allo sviluppo di un nuovo tipo di società.

 Lo sviluppo tecnologico, infatti, ha accompagnato anche cambiamenti sostanziali dal punto di vista psicologico e sociale e un enorme ampliamento della conoscenza del mondo e delle altre culture inaccessibile solo fino a pochi decenni fa. Basta osservare con attenzione ciò che sta succedendo con lo sviluppo delle reti informatiche e virtuali, dal punto di vista psicologico e sociologico, per rendersi conto del grande impatto mentale del progressivo sviluppo della tecnologia.

 Forse per la prima volta nella storia si sta sviluppando la coscienza di un essere umano planetario, con le stesse necessità, gli stessi problemi e le stesse aspirazioni in ogni luogo del mondo. Questo essere umano planetario arriverà, in un futuro non molto lontano, a trovare soluzioni comuni, condivise e pacifiche, per la realizzazione di un mondo dove finalmente sia bandita la violenza e in cui possa nascere uno spirito universale davvero libero.

 Ma l’utilizzo di tecnologia, ossia di strumenti utili ad agire nel, e sul mondo (incluso il proprio corpo), non è un fenomeno recente. Nella storia dell’umanità la scoperta e l’utilizzo di strumenti hanno prodotto enormi cambiamenti nel modo di vivere e di pensare. L’impatto della tecnologia sul mondo materiale, psicologico e spirituale dell’essere umano è stato sempre enorme e ha contribuito notevolmente ai salti evolutivi della specie.

 La tecnologia del fuoco, per esempio, prima di tutto attraverso il superamento dell’istinto naturale alla fuga di fronte al pericolo per arrivare poi all’aumento delle temperature che permisero la terracotta, la ceramica e la fusione di metalli. Ognuno di questi passi accompagnava una vera e propria rivoluzione nell’ambito sociale, psicologico e spirituale della specie umana.

Troviamo infatti innumerevoli mitologie dedicate al fuoco protettore, distruttore o creatore. Circa 200 inni del Rig Veda sono dedicati ad Agni, il Fuoco. Nel Mazdeismo (o Zoroastrismo) sviluppatosi in Persia, l’energia del creatore è rappresentata dal fuoco. Le Vestali dell’antica Roma erano le custodi del fuoco sacro che non si doveva mai spegnere.

Successivamente si trovano mitologie basate sullo sviluppo della ceramica da cui arrivano le immagini degli déi vasai della mitologia sumera ed egizia e del “soffio” che dà la vita, corrispondente al mantice che permette di far salire la temperatura fino alla completa cottura della ceramica. Si sviluppa anche una grande mitologia relativa alla metallurgia fusione dei metalli con il dio Efesto, o Vulcano, il dio fabbro.

 A partire dal Rinascimento si assiste ad un’accelerazione progressiva nello sviluppo della tecnologia fino ad arrivare ad essere un elemento essenziale e condizionante della società. Nell’epoca dei Lumi, si credette che attraverso la tecnologia l’essere umano avesse ormai il controllo assoluto della Natura e di sé stesso. L’uomo si sentiva il Creatore, perché pensava di aver scoperto, e di poter manipolare, il meccanismo dell’Universo.

Ma in questo modo aumentarono anche il materialismo e la dipendenza dal “mondo esterno”, dagli oggetti, dagli strumenti, dalla tecnologia, relegando le risposte più essenziali al mondo irraggiungibile della “metafisica”.

 A tutt’oggi gli strumenti tecnologici sono vissuti come strumenti magici: si tocca un tasto e ci si collega col mondo; si tocca uno schermo e parte un film. Gli strumenti oggi più ambiti sono quelli con cui ci si può sentire al centro del mondo e fare praticamente tutto il desiderabile. C’è un’app per tutto. La tecnologia offre il procedimento con cui si ottiene il risultato, il rituale da compiere affinché si possa ottenere l’oggetto desiderato. La bacchetta magica perfetta!

Alla tecnologia viene delegato in pratica il compito di vivere la nostra vita.

 La conseguenza di questa visione “oggettuale” del mondo e dello stesso essere umano hanno portato a una visione “piatta” della realtà, in cui ci troviamo ad essere considerati, e alla fine anche a sentirci, figurine ritagliate su uno sfondo, in cui l’individuo è ridotto ad “utente”, “consumatore”, “cliente”.

 Ma la coscienza umana è molto più dello strumento che sta utilizzando, sia esso il proprio corpo, un telefono multimediale o un computer di ultima generazione.

Il valore e il significato di un oggetto viene attribuito ad esso proprio dalla coscienza.

È la coscienza umana che lo ha immaginato, progettato, creato e che ne determina la direzione e l’uso.

È dalle insondabili profondità della mente umana che nasce ogni nuova creazione, ogni speranza e ogni aspirazione per il futuro.

La coscienza umana, con la sua profondità e la sua meravigliosa capacità di liberarsi da ogni determinismo, saltando al di là di ciò che, apparentemente, sembra eterno.

 Anche se oggi non viviamo più in un mondo in cui troviamo risposte nella mitologia, non è possibile eludere il fatto che, con la crescita esponenziale dell’uso della tecnologia di questi ultimi due secoli, e in particolare degli ultimi decenni, si siano prodotti simultaneamente cambiamenti radicali nella psiche e nella spiritualità dell’essere umano.

Se la genetica è in grado ormai di creare la vita e di modificare il nostro corpo; se la fisica quantistica ci offre una visione nuova della realtà, al di fuori, e oltre, ogni schema conosciuto e cristallizzato; se l’astronomia e la cosmologia ci presentano un universo infinito in continua evoluzione; se la biologia struttura ecosistemi in una concezione sempre più complessa e indeterminata; se le matematiche sviluppano modelli caotici di evoluzione applicabili a sistemi sociali, biologici e inorganici; se la mente umana è capace, oggi, di immaginare tutto questo, allora è perché tutto questo è correlato e simultaneo a un ampliamento consistente e accelerato della coscienza. Ancora una volta la mente umana sta rompendo le frontiere e sta immaginando l’inimagginabile.

 Cosa sta succedendo veramente nella mente degli uomini?

Questa è la domanda essenziale che bisogna porsi al momento di pensare e immaginare la società del futuro.

Siamo ancora gli ominidi piatti dell’era industriale, o lo sviluppo tecnologico, scientifico e sociale ci stanno mostrando la nascita incipiente di un nuovo livello di coscienza, di un nuovo sostanziale ampliamento della coscienza verso l’indeterminazione e la libertà?

L’indeterminazione e la complessità delle nuove concezioni scientifiche e sociologiche del mondo, la dinamica evolutiva delle scienze fisiche e biologiche, la consapevolezza crescente di un universo molto più esteso di quanto immaginavamo, non sono forse i chiari indicatori che la specie umana si trova di fronte alla possibilità di un nuovo salto evolutivo?

Quindi, se da una parte gli strumenti tecnologici sono utili al progresso materiale dell’essere umano, dall’altra sono sempre stati gli indicatori di un ulteriore passo evolutivo della coscienza.

Un passo evolutivo capace di rendersi indipendente dagli oggetti che utilizza nel mondo e capace di una grande consapevolezza di sé stessa e della propria illimitata possibilità e libertà.

 Non un progresso lineare e prevedibile, ma una vera e propria rivoluzione nella coscienza della specie, simile a quella vissuta dai nostri antenati molte volte, e che ancora fatichiamo a immaginare.

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