La freccia del tempo

Secondo una formula che Prigogine ama ripetere “la materia è cieca in prossimità dell’equilibrio, là dove la freccia del tempo non si manifesta; ma quando questa si presenta, lontano dall’equilibrio, la materia comincia a vedere! Senza la coerenza dei processi irreversibili del non-equilibrio, l’apparizione della vita sulla Terra sarebbe inconcepibile. (…) Non siamo noi a generare la freccia del tempo; al contrario siamo suoi figli.
... il significato delle leggi naturali assume un nuovo significato: esse esprimono ormai delle possibilità.1

In realtà Prigogine fonda molte delle sue teorie su quelle del filosofo francese Henri Bergson della fine del XIX secolo dandogli un nuovo impulso e, soprattutto, dimostrazioni matematiche.
L’essenza del discorso di Prigogine, mi sembra, è che nei processi di ogni sistema il tempo è irreversibile e quindi essenziale. Ossia, mentre nei momenti di equilibrio (rari) è valida la teoria della fisica classica in cui il tempo non esiste, nei momenti di squilibrio, di cambiamento, di dinamica, ogni “biforcazione” è irripetibile nel passato, e quindi nuova e unica creazione. Nasce la coscienza della libertà e dell’evoluzione.

1. Prigogine I., La fine delle certezze, Ed. Bollati Borringhieri, p. 13 e 14

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2 risposte a La freccia del tempo

  1. Emiliano G. ha detto:

    Tanto per aggiungere direi che i momenti di cambiamento sono perpetui e la non accettazione del cambiamento permetuo genera lo squilibrio. Una coscienza che non accetta non riconosce fenomeni che in ogni modo si danno. Accettare la trasformazione perpetua mette in discussione la stabilità e la permanenza intesa come possesso dell’attimo.
    Per esempio il concetto di biforcazione implica una scelta tra due posibilità, figlia del dualismo dei fenomeni opposti, a mio avviso più stimolante è il concetto di “n” possibilità divergenti 😉

  2. fulviodevita ha detto:

    Bello, bello! E’ così!
    Tutto cambia continuamente attraverso possibilita’ mai esistite prima (perché potrebbe anche cambiare sempre negli stessi modi determinati). Poter approfittare delle “n” possibilità progressive divergenti significa un cambiamento sostanziale nel livello di coscienza della specie umana.

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